Conoscete qualcuno che ha ristrutturato casa con il Superbonus 110%? Probabilmente sì: in questi anni la misura ha generato un giro di oltre 129 miliardi di euro, ma ora il quadro cambia: la chiusura è fissata a dicembre 2025 e per il 2026 restano solo eccezioni per le zone terremotate.

Spesa totale Superbonus: 129,5 miliardi di euro · Aliquota massima detrazione: 110% · Anno di chiusura della misura: dicembre 2025 · Proroga parziale: sì, fino al 2026 per alcune categorie · Plusvalenza tassata su vendita: aliquota 26% dal 2024

Panoramica rapida

1Fatti confermati
2Cosa resta incerto
3Segnale temporale
  • 2020: introduzione Decreto Rilancio
  • 2024: entrata in vigore tassa plusvalenza 26%
  • 2025: chiusura generale della misura
  • 2026: proroga solo per aree sisma (interventi avviati dopo il 30 marzo 2024)
4Cosa viene dopo
  • Dal 2026 la detrazione ordinaria sarà al 90% per le sole villette con CILA presentata entro il 2025
  • Controlli dell’Agenzia delle Entrate su milioni di pratiche
  • Possibili sanzioni per chi ha ceduto crediti in modo irregolare

Sei fatti chiave, uno schema: il Superbonus 110% ha chiuso il suo ciclo, ma le conseguenze fiscali e patrimoniali per i contribuenti sono appena iniziate.

Indicatore Valore
Costo totale Superbonus 129,5 miliardi di euro (Edilportale)
Detrazione massima 110%
Data fine misura 31 dicembre 2025 (QuiFinanza)
Proroga 2026 Sì, per villette e interventi con CILA presentata entro il 2025 (Cose di Casa)
Plusvalenza 2024 Aliquota 26% su vendita entro 10 anni dai lavori

Quali sono le novità sul Superbonus 110%?

Proroga al 2026: a chi si applica

La proroga del Superbonus al 2026 non è generalizzata, ma limitata ai comuni colpiti dagli eventi sismici del 6 aprile 2009 (Abruzzo) e del 24 agosto 2016 (Centro Italia). Lo conferma una nota dell’Ordine degli Ingegneri di Rovigo (ente professionale). Per accedervi, occorre che la domanda o l’istanza sia stata presentata entro il 2024 e che i procedimenti edilizi siano iniziati dopo il 30 marzo 2024.

  • Regioni coinvolte: Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria (BibLus ACCA (portale tecnico edile))
  • Aliquota ancora 110% per le spese sostenute nel 2026 in queste aree
  • Possibilità di usare cessione del credito e sconto in fattura (QuiFinanza)
Il quadro

Il Superbonus 110% nel 2026 non esiste più come misura nazionale, ma sopravvive solo per pochi casi: chi vive nei comuni del cratere sismico e ha già avviato la pratica potrà ancora beneficiare del massimo dell’aliquota. Per tutti gli altri, la finestra si chiude a fine 2025.

Scadenze definitive e stato dei pagamenti

La scadenza generale per usufruire del Superbonus 110% è il 31 dicembre 2025. Per i condomini che hanno completato almeno il 60% dei lavori entro il 31 dicembre 2023, la detrazione è stata estesa al 2024 e al 2025 con aliquota decrescente (110% nel 2024, 90% nel 2025).

  • Per le villette unifamiliari: fine al 2025, ma proroga al 2026 solo se rientrano nei territori sisma
  • Dal 2026: aliquota massima 65%, salvo eccezioni (QuiFinanza)
Come interpretarlo

Chi ha un cantiere ancora aperto in un condominio deve correre: il 31 dicembre 2025 è un termine perentorio. Per i singoli proprietari di ville, la scelta è tra chiudere entro il 2025 o sperare in un’estensione che oggi appare improbabile, salvo zone sismiche.

Contribuenti con cantieri aperti devono completare entro dicembre 2025, altrimenti il bonus decade.

Ultimi aggiornamenti normativi (Gazzetta Ufficiale)

Il Decreto Omnibus 2025 (convertito in legge) ha confermato la proroga 2026 per le aree sisma, fissando limiti di spesa. Secondo una ricostruzione dell’Ordine degli Ingegneri di Rovigo, le risorse totali ammonterebbero a 400 milioni di euro, di cui 70 milioni riservati al sisma Abruzzo 2009 (fonte Ordine Ingegneri Rovigo). Tuttavia, queste cifre non sono ancora ufficialmente confermate.

La finestra normativa si restringe, ma per chi rientra nelle eccezioni sismiche resta un’opportunità concreta.

Quanto ha guadagnato lo stato con il Superbonus?

Costo totale della misura: 129,5 miliardi

Secondo una stima di Edilportale (portale di settore), la spesa totale dello Stato per il Superbonus 110% ha raggiunto 129,5 miliardi di euro. A questa cifra si aggiungono i costi extra segnalati dal Sole24Ore (quotidiano economico) per gli interessi sui crediti non pagati e per le compensazioni in bilancio.

  • Una parte del costo è stata recuperata tramite IVA sui lavori e maggiori entrate IRPEF/IRES per le imprese
  • Le stime ufficiali parlano di una perdita netta per lo Stato, ma il dibattito è ancora aperto

Ritorno in termini di IVA e maggiori entrate

Il solo gettito IVA stimato sugli interventi agevolati è di circa 20-25 miliardi di euro, secondo analisi di settore. Tuttavia, il saldo netto resta negativo a causa dell’alta aliquota di detrazione. Il Sole24Ore ha calcolato che ogni euro speso per il Superbonus ha generato circa 0,70 euro di PIL, ma il debito pubblico è aumentato dell’intero importo detratto.

Il paradosso

Lo Stato ha speso 129,5 miliardi per incentivare l’edilizia, ma una parte consistente di quei soldi è finita in plusvalenze immobiliari non tassate (almeno fino al 2024). Il vero costo per le casse pubbliche è ancora da calcolare, perché molti crediti sono stati ceduti e non ancora compensati.

Controlli dell’Agenzia delle Entrate e recupero crediti

L’Agenzia delle Entrate ha avviato controlli su oltre 1 milione di pratiche per verificare la regolarità dei lavori e la corretta applicazione della normativa. Secondo dati diffusi dal Sole24Ore, le irregolarità accertate ammontano a circa 3 miliardi di euro, con un recupero parziale in corso. Per i contribuenti, il rischio è la decadenza totale del bonus se i lavori non sono conformi alla documentazione presentata.

Lo Stato ha speso 129,5 miliardi ma recupera solo una parte tramite IVA e controlli; per i contribuenti il rischio di revoca del bonus è concreto.

Chi ha usufruito del 110% può vendere la casa?

Tassa sulla plusvalenza dal 2024

Sì, la vendita è possibile, ma dal 2024 si applica una tassa sulla plusvalenza del 26% se l’immobile viene venduto entro 10 anni dalla fine dei lavori agevolati. Lo ha stabilito la Legge di Bilancio 2024 (Agenzia delle Entrate (ente fiscale)). La plusvalenza è calcolata sulla differenza tra prezzo di vendita e costo di acquisto, al netto delle spese sostenute.

  • L’aliquota del 26% si applica alle plusvalenze realizzate da persone fisiche
  • Esclusioni: vendita della prima casa, decesso del proprietario, rivalutazione con perizia giurata
Cosa fare

Se avete appena terminato i lavori con il Superbonus e pensate di vendere, fate un calcolo: la plusvalenza potrebbe mangiarvi buona parte del guadagno. Conservate tutte le fatture: ogni costo documentato riduce la base imponibile.

Come evitare la plusvalenza del Superbonus

Le eccezioni sono poche ma chiare: non si paga la plusvalenza se l’immobile è stato adibito ad abitazione principale per la maggior parte del periodo tra acquisto e vendita, oppure se la vendita avviene dopo 10 anni dalla fine dei lavori. Inoltre, se si sostituisce l’immobile con un altro entro un anno, la plusvalenza può essere neutralizzata (Agenzia delle Entrate).

Risarcimento danni in caso di vizi o contestazioni

Chi ha eseguito lavori con ditte non qualificate o che hanno causato danni all’edificio può chiedere il risarcimento. La responsabilità è in capo all’appaltatore, ma in caso di fallimento della ditta, il committente potrebbe restare senza copertura. Le tutele sono quelle ordinarie del codice civile (garanzia decennale per vizi gravi). Non esistono fondi statali appositi per i danni da Superbonus.

Chi ha ristrutturato con il Superbonus e vende entro 10 anni deve pagare il 26% di plusvalenza, a meno che non si tratti di prima casa o non si attenda il decennio.

Cosa rischia chi ha usufruito del bonus 110?

Controlli fiscali e sanzioni

L’Agenzia delle Entrate incrocia i dati dei crediti con le dichiarazioni dei redditi. Se emergono anomalie (ad esempio, lavori non effettivamente eseguiti o documentazione incompleta), si può incorrere in una sanzione amministrativa fino al 100% del bonus indebitamente fruito. Nei casi più gravi (dichiarazione fraudolenta), scattano anche sanzioni penali (Gazzetta Ufficiale (fonte normativa)).

Perdita della detrazione in caso di irregolarità

Se durante un controllo si accerta che i requisiti per il Superbonus non erano soddisfatti (ad esempio, l’immobile non rientrava nelle categorie ammesse), la detrazione viene revocata per intero. Il contribuente deve restituire l’importo con interessi. Per i condomini, la responsabilità è solidale: se un singolo proprietario ha dichiarato il falso, tutto il condominio rischia.

Rischi per i condomini e responsabilità solidale

Nei condomini che hanno ceduto il credito, ogni condomino è responsabile in solido per l’intero importo dei lavori. Se un vicino non paga la propria quota, gli altri possono essere chiamati a risponderne. Inoltre, se la ditta che ha eseguito i lavori non era in regola, il condominio potrebbe perdere il bonus. Lo segnala Cose di Casa.

Attenzione

Il Superbonus ha creato una bolla di crediti: ora lo Stato cerca di recuperare il più possibile, e i contribuenti possono trovarsi nel mirino anche per errori formali. Non fidatevi di chi dice che “tutto è a posto”: chiedete una verifica indipendente.

I contribuenti rischiano sanzioni fino al 100% del bonus e la revoca totale in caso di irregolarità; i condomini sono solidalmente responsabili.

Quali sono i requisiti per accedere al Superbonus 110%?

Requisiti soggettivi e oggettivi

Possono accedere al Superbonus i proprietari di immobili, i titolari di diritti reali (usufrutto, superficie), i condomini e le cooperative. L’immobile deve essere un’abitazione (prima o seconda casa) o un edificio condominiale. Per le villette unifamiliari, è richiesto che l’intervento riguardi l’intera unità e che il proprietario sia persona fisica (Agenzia delle Entrate).

  • Condomini: possono accedere senza limiti di reddito (fino al 2025)
  • Villette unifamiliari: accesso subordinato alla presentazione della CILA entro il 2025
  • Seconde case: ammesse solo in condominio o per interventi su parti comuni

Interventi agevolati (efficientamento, fotovoltaico, colonnine)

Gli interventi trainanti sono: isolamento termico (cappotto), sostituzione impianti di climatizzazione, installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo, colonnine per ricarica auto elettriche. Gli interventi trainati (senza i quali non si ha diritto al 110%) includono: infissi, schermature solari, caldaie a condensazione.

  • Il fotovoltaico è agevolato al 110% fino a un massimo di 48.000 euro per unità
  • Le colonnine per ricarica hanno un limite di 3.000 euro
Vademecum

Per chi ancora non ha iniziato: la finestra è stretta. Se avete un condominio, dovete avere l’assemblea che approva i lavori entro il 2025 e la CILA presentata entro il 31 dicembre. Per le ville, idem: non c’è più tempo per progetti lunghi.

Detrazioni fiscali e cumulabilità con altri bonus

Il Superbonus 110% è cumulabile con l’Ecobonus e il Sismabonus solo per interventi diversi sullo stesso immobile, ma attenzione: non si possono applicare due detrazioni diverse per lo stesso intervento. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che la cumulabilità è possibile se gli interventi sono distinti e rispettano i requisiti di ciascun bonus (Agenzia delle Entrate).

I requisiti sono stringenti: per accedere al 110% serve essere proprietari o condomini, e gli interventi devono essere trainanti; la cumulabilità è limitata.

Cosa è chiaro e cosa resta incerto

Fatti confermati

  • Spesa totale di 129,5 miliardi di euro (fonte Edilportale)
  • Fine della misura al 31 dicembre 2025
  • Proroga al 2026 per le aree sisma del Centro Italia (con CILA presentata entro il 2025)
  • Tassazione plusvalenza al 26% per vendite entro 10 anni

Cosa non è chiaro

  • Esatto importo delle ulteriori proroghe (se ci saranno)
  • Dettaglio dei controlli fiscali in corso
  • Effettiva cumulabilità con altri bonus nella pratica
  • Risorse complessive per la proroga 2026 (stima 400 milioni di euro non confermata)
  • 2020: introduzione Decreto Rilancio
  • 2022: prime modifiche e limitazioni alla cessione del credito
  • 2023: proroga della misura per condomini e villette
  • 2024: entrata in vigore della tassa sulla plusvalenza per vendite post-Superbonus
  • 2025: chiusura generale del Superbonus a dicembre
  • 2026: proroga limitata per interventi già in corso o per villette (solo detrazione 90%?)

Il Superbonus 110% non esiste più come misura generale nel 2026, salvo per i comuni colpiti dagli eventi sismici del 2009 e del 2016.

Cose di Casa (portale specializzato)

Le risorse per la proroga 2026 sono limitate: 400 milioni di euro, di cui 70 milioni per il sisma Abruzzo.

Ordine degli Ingegneri di Rovigo (ente professionale)

Il costo finale del Superbonus per lo Stato è di 129,5 miliardi di euro, un dato senza precedenti per una misura di agevolazione edilizia.

Edilportale (portale di settore)

Per il contribuente italiano che ha usato il Superbonus, la scelta è chiara: tenere la casa almeno 10 anni per evitare la plusvalenza, oppure vendere subito pagando il 26% di tasse. Per chi non ha ancora iniziato, la finestra si chiude a dicembre 2025, salvo rare eccezioni nelle zone terremotate. Il bilancio per lo Stato è un debito di 129 miliardi che peserà sulle finanze pubbliche per anni, mentre i controlli fiscali sono destinati ad aumentare.

Chi ha già ristrutturato con il 110% dovrà prestare attenzione alle nuove regole, come illustrato in Superbonus proroga 2026 controlli.

Domande frequenti

Il Superbonus 110% è ancora attivo nel 2025?

Sì, fino al 31 dicembre 2025 per la maggior parte degli interventi, con aliquota ridotta al 90% per i condomini e al 65% per le villette unifamiliari nel 2025. Dal 2026 restano solo eccezioni per le aree sisma.

Quali sono le sanzioni per chi ha utilizzato il Superbonus in modo irregolare?

Le sanzioni amministrative vanno fino al 100% del bonus indebitamente fruito, più interessi. Nei casi di dichiarazione fraudolenta si può arrivare a sanzioni penali.

Posso cedere il credito Superbonus anche dopo il 2025?

La cessione del credito è ancora possibile per le spese sostenute entro il 2025, ma solo per interventi ammessi. Dal 2026, solo per i casi di proroga nelle aree sisma si può ancora cedere o usare lo sconto in fattura.

Come si calcola la detrazione del 110% per i condomini?

La detrazione è calcolata sull’importo totale dei lavori sulle parti comuni, ripartito tra i condomini in base ai millesimi di proprietà. Ogni condomino può detrarre la propria quota in 10 rate annuali.

Il Superbonus si applica anche alle seconde case?

Sì, solo se l’immobile è parte di un condominio o se l’intervento riguarda parti comuni. Per le villette unifamiliari adibite a seconda casa, l’accesso è stato limitato dal 2023.

Cosa cambia per il Superbonus nel 2026?

Dal 2026 il Superbonus 110% non è più una misura generale. Resta attivo solo per i comuni del cratere sismico del Centro Italia, con procedimenti edilizi avviati dopo il 30 marzo 2024 e con risorse limitate a 400 milioni di euro.